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Zona Napoli

Le parole di Koulibaly sanno di concretezza, non si molla niente!

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Lafont su Zielinski, Lafont su Callejon, Lafont su Mertens due volte e ancora Lafont su Zielinski. Se dovessimo trovare un protagonista di questo Fiorentina-Napoli non potrebbe che essere il portierino viola, letteralmente decisivo nel confronto con attaccanti e centrocampisti avversari. Ma, considerando lo 0-0 finale, a rubare scena ed occhio è più l’imprecisione degli azzurri negli ultimi venti metri. A pensare al match la prima cosa che viene in mente è la serie infinita di occasioni sciupate. Palle gol, più o meno nitide, impacchettate e gettate alle ortiche. Può una squadra dover costruire così tanto prima di buttarla dentro? No, questo è chiaro e l’ha ammesso anche Carlo Ancelotti nel post-partita. D’altronde non ci vuole un grosso spirito d’osservazione per notarlo. “Non abbiamo segnato, ma non è solo colpa degli attaccanti, anche sulle palle inattive potevamo fare meglio”, riconosce Kalidou Koulibaly, che invece di par suo difficilmente sbaglia una prestazione.

FIAMMELLA. Piccola, piccolissima ma ancora accesa. La fiammella della speranza è l’ultima a spegnersi nello spogliatoio azzurro, altrimenti si rischia di esserne esclusi, cacciati via. Guai a non crederci, insomma. E’ questo il motto che Koulibaly ripete davanti ai media dopo lo scialbo 0-0, specie a chi gli ricorda che ora la Juventus può tornare a +11: “Chi non crede allo scudetto sta fuori dallo spogliatoio. Fin quando c’è l’aritmetica io ci credo”. E devono farlo tutti, va da sé. Kalidou conosce bene il valore della squadra, quello della diretta rivale, ma che si fa da qui a maggio se non provare ad accorciare sulla capolista? Gli stimoli non mancano, assicura: “Siamo tutti molto competitivi e vogliamo vincere per avvicinarci alla Juve. E’ difficile, la Juve è forte e vince tante partite, ma noi dobbiamo continuare così, su questa strada. Stasera siamo un po’ delusi, ma guardiamo le cose positive”.

CI PUO’ STARE. Vietato rinunciare, anche perché una battuta d’arresto a Firenze non è la cosa più ignobile che una squadra possa ottenere nel campionato italiano: “La Fiorentina è forte, ci ha messo in difficoltà nel primo tempo pressando alti. Ma – prosegue il classe 91 con volto dispiaciuto ma al contempo fiducioso per il futuro – quando ci siamo messi a palleggiare un po’ abbiamo trovato spazio e siamo andati in porta. Peccato non aver trovato il gol, ma possiamo anche essere contenti perché la Fiorentina ci ha messo in difficoltà. Siamo un po’ più in difficoltà fuori casa, ma è complicato giocare a Firenze, lo scorso anno ci abbiamo perso. Oggi abbiamo tenuto bene, non concedendo grosse occasioni”. Per una sera, però, non è stato il franco-senegalese a rubare la scena. Ci ha pensato Lafont, un po’ anche Meret. E la chiusura è dedicata ai portierini promettenti di Napoli e Fiorentina: “Sono stati molto bravi. Alex è molto giovane, così come Lafont. Hanno un grande futuro, e spero bene per loro. Abbiamo visto una partita bella aperta, con tante occasioni e grandi parate. Difensivamente abbiamo fatto bene”.

Il Roma